Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

Fnaarc > Fabio Mori, figlio d’arte: qualità formazione e informazione
Edicola - Milano, 14 novembre 2013
Edicola

Articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Italia Oggi del 14.11.2013

Fabio Mori, agente di commercio

Alle 7 e 30 è già in ufficio in piena attività.

«Ho quarant’anni, una laurea in economia e commercio. Ma ho sempre saputo che avrei fatto l’agente di commercio. Ho cominciato durante gli studi, lavorando con mio padre. Piano piano mi sono affinato e ho proseguito l’attività».

Quindi una partenza in discesa?

Sicuramente, e di ciò sono grato. Ma, proprio seguendo gli insegnamenti di mio padre, ho immediatamente individuato la chiave della nostra professione: l’innovazione.

Un passo indietro: in che settore operi?

La moda. Ma con un taglio assai particolare: io fornisco le imprese di produzione della moda di beni intermedi, non di prodotti finiti. Ad esempio tessuti, accessori, termo adesivi.

Settore difficile in questa congiuntura?

Nella moda la battaglia sul prezzo è persa da sempre. Con l’affacciarsi della concorrenza cinese. Quindi ho puntato sulla qualità del prodotto, sulle materie prime, sull’indubbia attrazione che anche oggi il made in Italyesercita, specie sui mercati più interessanti. Ma è anche qualità del servizio erogato, della comunicazione, della tempestività nel rispondere alle richieste del cliente.

Un approccio innovativo?

Nella mia zona c’è un vero e proprio distretto produttivo della moda, aziende medio-piccole, di alto profilo artigianale, bravissime nel fare, poco strutturate nell’individuare dove andare con i loro prodotti d’alto livello. Ecco l’agente: un vero e proprio catalizzatore di esperienze da mettere a disposizione delle sue aziende.

Interessante, continua…

Ho avviato contatti con aziende estere interessate a produrre con la qua-lità italiana, per poi vendere a New York o a Seul. In accordo con le mie mandanti ho organizzato un circolo in Italia, con qualità italiana, di prodotti poi venduti con marchi internazionali nel mondo. Con beneficio

di tutte le parti interessate. Non dimentico mai che un agente è prima di tutto un venditore e non un consulente di marketing.

Che ci dici di Fnaarc?

Il sindacato è indispensabile. E io sono grato per tutte le battaglie affrontate e vinte, a partire dall’abolizione dello star del credere, che per noi ha significato soldi e tranquillità.

Oggi ritengo che, a fianco delle attività di tutela, sia centrale dedicarsi a una significativa lotta contro la disinformazione che purtroppo è una caratteristica della categoria. Gli strumenti sono la formazione continua e lo scambio interattivo di notizie. Questo ci renderà più forti, più coesi e più ascoltati.

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