Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

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Edicola - Milano, 31 gennaio 2013
Edicola

L’angolo del legale

a cura degli Avvocati Paolo Petriello e Francesco Randazzo

Articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Italia Oggi del 31.01.2013

Abbiamo già letto su queste pagine un ottimo commento alla sentenza della Corte di Cassazione pubblicata il 13 gennaio del corrente anno e ci interessa ritornare sull’argomento non tanto per evidenziare i motivi tecnici e processuali per i quali la Cassazione ha respinto il ricorso, ma per rilevare che l’Autorità Giudiziaria, peraltro in linea con la Legge ed in pedissequa sua applicazione, ha ribadito che la provvigione compete agli agenti anche sugli ordini acquisiti successivamente alla cessazione del contratto a condizione che pervengano in termini ragionevoli, come quantificati dagli A.E.C., e siano la risultante del lavoro di promozione portata avanti dall’agente cessato.

Per la verità, la questione demandata ai Giudici non riguardava ordini acquisiti dopo la cessazione del contratto bensì rapporti instaurati dall’agente durante il corso del suo mandato ed eseguiti successivamente.

Le «provvigioni fiume», come indicato dal giornalista che ha predisposto l’occhiello, non sono una regalia che l’agente trova sul suo percorso. Esse sono la risultante del suo lavoro differita nel tempo di durata e quindi di esecuzione del contratto.

Trattasi di prestazioni continuative nel tempo che comunque trovano origine in un contratto stipulato tra la mandante ed il terzo durante la vigenza del rapporto di agenzia e quindi riferibili, quanto alle provvigioni, a quell’agente ancorché cessato dall’incarico.

La norma di riferimento, il primo comma dell’art. 1748 C.C., è chiarissima sul punto quando afferma che l’agente ha diritto alla provvigione per tutti gli affari conclusi durante il contratto.

Per i soli non «addetti ai lavori» ricordiamo che il contratto di vendita di beni o servizi oggetto della promozione dell’agente si considera concluso nel momento in cui la mandante dell’agente ha accettato la proposta del terzo acquisita tramite l’intervento, per l’appunto, dell’agente.

La merce, quindi, può essere consegnata anche in momenti successivi, con il conseguente pagamento dilazionato nel tempo, senza che ciò influisca sul diritto alla provvigione, che si rapporta al momento di conclusione del contratto e non della sua esecuzione.

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