Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

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Edicola - Milano, 21 febbraio 2013
Edicola

L’angolo del legale

a cura degli avvocati Paolo Petriello e Francesco Randazzo

Articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Italia Oggi del 21.02.2013

Una sentenza emanata a luglio 2012 dalla Corte di Cassazione ha precisato che la provvigione, uno degli elementi essenziali del contratto di agenzia, non necessariamente deve essere determinata in misura percentuale sull’importo degli affari conclusi, ma può consistere anche in una somma fissa per ogni contratto promosso ed andato a buon fine o addirittura in un minimo forfettario.

Pertanto l’esiguità del compenso corrisposto al lavoratore non esclude la configurabilità del rapporto di agenzia, a condizione che sussistano gli altri requisiti che contraddistinguono il contratto disciplinato dagli articoli 1742 e seguenti del Codice Civile, ossia la continuità e la stabilità dell’attività promozionale svolta dall’agente e la raccolta di ordini nell’interesse della preponente in una determinata zona territoriale o su un portafoglio clienti assegnato.

Elementi assenti nel rapporto di procacciamento di affari, atipico in quanto non previsto dall’ordinamento giuridico italiano, anche se diffuso nella prassi commerciale.

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