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Edicola - Milano, 3 gennaio 2013
Edicola

L’angolo del legale

a cura dell'Avvocato Agostino Petriello

Articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Italia Oggi del 03.01.2013

Il 27 settembre 2012 la seconda sezione della Suprema Corte di Cassazione ha pronunziato la sentenza n. 16432 che trova felice sintesi nella massima che qui trascrivo: «Incombe sul preponente l’onere di dimostrare che gli ordini procurati dall’agente esulano dal mandato conferito».

Finalmente anche il Giudice di legittimità correttamente applicando le norme codicistiche come modificate dalla Dir. 86/653/CEE ha posto a carico del preponente non solo l’ordine di trasmissione degli estratti conto, fissato già per Legge, ma anche l’onere probatorio della eventuale contestazione.

Fino ad oggi gravavano solo sull’agente gli obblighi di fornire la prova della conclusione dell’ordine, dell’esecuzione dello stesso e dell’attribuibilità delle provvigioni.

Tale nuova sentenza, invece, ribalta sula casa mandante l’obbligo di provare le contestazioni mosse all’agente in linea peraltro con il cristallizzato principio secondo cui onus probandi incumbit ei qui dicit, non ei qui negat, che si sostanzia essenzialmente nel porre a carico della parte l’onere di provare un fatto che allega come a se favorevole.

In altre parole, secondo la lettera della Legge (art. 2697, 1° comma, C.C.) «chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento».

Allo stesso modo, «chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda» (art. 2697, 2° comma, C.C.).

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