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Edicola - Milano, 12 settembre 2013
Edicola

L’angolo del legale: attenzione alla durata del contratto

a cura degli Avvocati Paolo Petriello e Francesco Randazzo

Articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Italia Oggi del 12.09.2013

L’art. 1750 I° comma del Codice Civile prevede che il contratto di agenzia a tempo determinato che continui ad essere eseguito dalle parti successivamente alla scadenza del termine si trasforma a tempo indeterminato. Da ciò discende che per il calcolo delle indennità, in caso di cessazione del rapporto l’anzianità, va calcolata dall’inizio del rapporto proseguito oltre la scadenza. L’ipotesi più frequente attiene però a contratti a termine che esauriscono la loro validità allo spirare della data prefissata, salva l’espressa previsione di un tacito rinnovo in assenza di disdetta. In tali casi, secondo la Suprema Corte di Cassazione (Sent. n. 9777 del 23.04.2013):

«È legittima la clausola di tacita rinnovazione […] senza che possa trarsi la conseguenza di un contratto a tempo indeterminato» […]. La sentenza citata crea un importante precedente perché non v’è dubbio che la proroga venga intesa dalle parti non solo come prosecuzione senza soluzione di continuità, ma anche e soprattutto come valutazione complessiva di un unico contratto vissuto per l’appunto a tempo indeterminato, ma che invece a tempo indeterminato non è, secondo i giudici di legittimità, con il rischio per l’agente di incorrere nella decadenza di cui all’art. 1751 V comma C.C..

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