Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

Fnaarc > L’angolo del legale: l’indennità sostitutiva del preavviso in caso di recesso della preponente dal contratto
Edicola - Milano, 4 aprile 2013
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Articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Italia Oggi del 04.04.2013

In un periodo di crisi come quello attuale in cui sono sempre più frequenti le procedure di scioglimento e messa in liquidazione delle case mandanti, è bene chiarire cosa accade al rapporto di agenzia in ordine al periodo di preavviso ovvero alla corresponsione della relativa indennità sostitutiva.

Il diritto dell’agente a percepire l’indennità sostitutiva del preavviso in caso di recesso della preponente dal contratto deve essere riconosciuto anche nell’ipotesi di scioglimento e messa in liquidazione della casa mandante, ovviamente salvo il caso in cui il preavviso venga fatto lavorare o sussista una giusta causa di risoluzione a lui imputabile. La motivazione del riconoscimento dell’indennità risiede nell’impossibilità dell’agente di continuare a prestare la sua opera durante il preavviso per un fatto al quale è del tutto estraneo, legittimando la sua richiesta di corresponsione dell’indennità sostitutiva.

Ancora, la Corte di Cassazione ha stabilito con la sentenza n. 8295 del 25 maggio 2012 che il recesso dell’agente operato durante il periodo di preavviso a seguito di disdetta precedentemente comunicatagli dalla preponente integra una rinuncia al preavviso stesso e comporta l’anticipazione dell’estinzione del contratto. In ogni caso permane l’obbligo della preponente di corrispondere l’indennità di cessazione del rapporto disciplinata dall’art. 1751 c.c. ovvero dall’Accordo Economico Collettivo di settore, atteso che l’estinzione del contratto resta comunque imputabile alla volontà dell’azienda. In tale caso, tuttavia, l’indennità sostitutiva del preavviso per la parte residua non lavorata non dovrà essere corrisposta.

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