Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

Fnaarc > Professione Agente di Commercio: Paolo Gobbi
Edicola - Milano, 31 ottobre 2013
Edicola

Articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Italia Oggi del 31.10.2013

Cominciamo da questo numero una rubrica dedicata a sentire i punti di vista e le aspettative dei colleghi. Sentiamo cosa ha da raccontarci Paolo Gobbi, 45 anni milanese.

 

Paolo Gobbi: agente di commercio

Da quando sei Agente di Commercio?

Dall’ottobre dello scorso anno. Da luglio ero uscito da una importante azienda nella quale occupavo un ruolo direttivo.

Quindi una scelta obbligata?

Non proprio. Sicuramente stavo bene nella mia precedente posizione, ma un pensiero sul mettermi in proprio l’ho sempre avuto. E l’Agente di Commercio è la professione più adatta per chi vuol stare al centro del mercato. Diciamo che la crisi mi ha dato la spinta necessaria. E il progetto operativo era già pronto.

Dimmi di più sul tuo progetto?

Io ho sempre operato nel settore dei servizi alle imprese e da tempo avevo messo a punto un’offerta dedicata alle aziende che mettesse assieme più tematiche, dalla formazione alla sicurezza alla ricerca del personale. Oggi sono in grado di presentarmi da un potenziale cliente con un’offerta che può interessare varie funzioni.

Come è stato l’inizio?

Sicuramente complesso come tutti gli inizi. Anche perché dovevo cambiare concretamente la mia forma mentale, da dipendente a imprenditore di me stesso. La mia prima mandante è stata l’Azienda da cui ero uscito. Oggi ho tre mandati e ho trovato un mercato assai interessante nelle aziende medio-piccole. E comincio a raccogliere i primi frutti.

Su che cosa hai puntato per raggiungere i risultati che ti eri prefissato?

L’idea è quella di fornire al cliente finale un servizio integrato. Indispensabile quindi è presentare progetti su misura. E saper usare con profitto tutte le tecnologie oggi disponibili a costi più che accessibili. Almeno nel mio settore, chi non usa flessibilità e tecnica corre un grave rischio di essere espulso dal mercato.

Come mai ti sei associato a Fnaarc?

È stato un pensiero che mi è venuto subito. Io sono uscito da una realtà aziendale che mi proteggeva in tutto. Mi sono trovato solo ad affrontare tematiche per me nuove, dal fisco alla previdenza, dalla contrattualistica sino all’acquisto dell’autovettura. E da soli oggi non si ha voce in capitolo in nulla.

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