Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio

Fnaarc > Il Presidente FNAARC, Adalberto Corsi, risponde a “Il Sole 24 Ore” sull’IRAP
Adalberto Corsi - Milano, 3 luglio 2012
Adalberto Corsi

Cari Colleghi,

leggiamo su Il Sole 24 Ore dello scorso 2 luglio, nell’inserto “Le guide del Sole”, un articolo che richiama quanto la FNAARC sta sostenendo da anni, presentato però da un sottotitolo incerto e portatore di confusione: “Una per una le esclusioni dettate dalla Cassazione, ma resta ancora un’ampia area dubbia”.

FNAARC ha sempre e da sempre auspicato che il Legislatore prima di tutti e la Cassazione poi mettessero finalmente dei paletti e fissassero una per una le esclusioni dall’obbligo di pagare l’IRAP.

Ciò purtroppo non è avvenuto, come vorrebbe far credere il Sole 24 Ore, in ragione del fatto che ancora oggi si discute solo a livello generale e teorico di elementi quali il servirsi occasionalmente di lavoro altrui e “non utilizzare beni strumentali in misura eccedente le necessità minime”.

Parole per le quali gli agenti di commercio sono costretti a pagare e poi iniziare tutta la procedura per recuperare quanto versato. Sistema, questo, che si reitera ogni anno, perché nel 2010 posso non aver utilizzato beni strumentali eccedenti… ma nel 2011 sì ed allora il Fisco pretende ogni volta questa gabella che vale, è bene che lo sappiate, 35 miliardi di euro ai quali lo Stato non rinunzierà mai.

Ed allora, se non si può raggiungere la giustizia alla quale tutti aneliamo, ci si mantenga quantomeno nei limiti dell’equità e si chiarisca chi deve pagare questa tassa ingiusta: chi ha un subagente? chi ne ha due? chi ha tre computer? chi ha due automobili? chi è proprietario dell’ufficio? Si fissino in definitiva i limiti entro ed oltre i quali scatta l’obbligo contributivo.

Personalmente io innumerevoli volte, ne ricordo almeno sei, sono andato a Roma a discutere in sede ministeriale di questa esigenza, sono stato ricevuto bene, con educazione, da persone che hanno condiviso anche la nostra impostazione, ma il risultato è ancora quello di oggi, che vede il cittadino, suddito nei confronti dello Stato, sottomettersi al principio SOLVE ET REPETE, prima paga e poi chiedi la restituzione, sino al raggiungimento dell’obiettivo finale della nostra lotta che è l’abolizione completa, e senza incertezze per la nostra categoria, di questa gabella.

IL PRESIDENTE
Adalberto Corsi