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Redazione Fnaarc - Milano, 7 luglio 2017
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Enasarco: una nuova fondazione 4.0, volano per economia reale del Paese

Con un utile del +108%, la fondazione diventa più trasparente. Costa: "Enasarco rifondata su basi più solide e connessa con la volontà dei nostri iscritti"

LogoCon il bilancio sociale 2016 la Fondazione Enasarco (Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio) inaugura una nuova stagione, nella quale trasparenza e partecipazione sono le condizioni essenziali per innescare un processo virtuoso di rinnovata rappresentanza, in grado di creare e aggiungere valore a favore di un’economia reale fatta di piccole e medie imprese.

Nata quasi 80 anni fa con Regio Decreto, oggi la Fondazione Enasarco con 235.684 iscritti attivi e 120.000 prestazioni previdenziali in essere, è il secondo ente italiano erogatore di pensioni, subito dopo l’Inps. Con l’obiettivo di essere sempre più accessibile, efficiente e adeguata ai bisogni degli iscritti, la Fondazione ha adottato nel 2016 un nuovo Codice di trasparenza;

  • un Regolamento per la gestione dei conflitti d’interesse nell’ambito dei processi interni;
  • un Regolamento per l’impiego e la gestione delle risorse finanziarie;
  • un nuovo Codice Etico che definisce regole chiare di condotta applicabili all’intera struttura tecnica.

“La Fondazione Enasarco sta attraversando la più rilevante e decisiva fase di modernizzazione e riorganizzazione dalla sua nascita. La nuova governance, frutto di quel cambio epocale avvenuto un anno fa – ha spiegato il presidente di Enasarco, Gianroberto Costa – ha prodotto la nascita di una nuova Enasarco. Una Fondazione 4.0 rifondata su basi più solide; più trasparente, più efficiente e sicuramente più connessa con la volontà dei nostri iscritti”.”Da qui l’attivazione, in questi primi dodici mesi, – prosegue Costa – di una serie di processi e di percorsi per raggiungere gli obiettivi indicati. Con uno spirito pionieristico stiamo investendo in economia reale, in particolare vogliamo scommettere sulle imprese piccole e medie che hanno chance di diventare protagoniste del mercato e che garantiscono congrui ritorni sull’investimento ai nostri iscritti, ai quali dobbiamo garantire la copertura pensionistica per cinquanta anni”.

Tutti gli indicatori strutturali ed economici mostrano un trend positivo che certifica l’ottimo stato di salute finanziaria della Fondazione, a dimostrazione che la nuova governance avviata nel 2016 dal Consiglio di Amministrazione, eletto per la prima volta dall’assemblea degli iscritti e non designato, sta portando buoni frutti. La gestione della previdenza è passata da un rosso di oltre 35 milioni e mezzo di euro del 2012 a un saldo positivo di quasi 33 milioni di euro nel 2016 (+232%), per attestarsi, in termini di previsione 2017, a un più 28 milioni e 600 mila euro. Analogamente per la gestione dell’assistenza si passa da un saldo positivo di oltre 45 milioni e 600 mila euro del 2012 a circa 82 milioni di euro del 2016 (+108%), con una previsione di circa 86 milioni per il 2017. Stesso trend per la complessiva gestione istituzionale: il preconsuntivo 2016 si attesta a circa 115 milioni di attivo e sulla soglia si dovrebbe collocare il risultato del 2017.

Rispetto al 2012, l’andamento della previdenza e il saldo dell’assistenza sono highlight di un processo di riorganizzazione positivo e rassicurante. Grazie a questi eccellenti risultati la Fondazione intende diventare un volano di crescita per l’economia reale del nostro Paese, continuando a modificare l’orientamento degli investimenti, dal settore immobiliare verso asset più facilmente negoziabili, infrastrutture ed equity. Al 31 dicembre 2016 circa il 35% del patrimonio della Fondazione è di fatto rappresentato dalla componente liquida, proprio a seguito di politiche di ristrutturazione e rinegoziazione degli investimenti in essere, di dismissioni immobiliare, nonché di nuovi investimenti effettuati (al 31 dicembre 2011 la componente liquida del portafoglio si attestava a circa il 5% dell’intero patrimonio immobiliare). E’ di 700 milioni il totale degli investimenti che la Fondazione detiene in quote di fondi di private equity, infrastrutturali e private debt. Inoltre 200 milioni di investimenti nel private equity destinati a 15 aziende italiane che operano in differenti settori. 3 nuovi fondi infrastrutturali. 279 milioni al 31 dicembre 2016 sono gli investimenti effettuati in titoli di Stato (erano 22 milioni nel 2011).

La diversificazione degli investimenti ha come principale obiettivo assicurare una migliore copertura di servizi di welfare per gli iscritti: dalla previdenza complementare alle forme di assistenza integrativa. Gli interventi economici a favore dei soci saranno di fatto sempre più rilevanti in un tempo in cui il welfare obbligatorio mostra molte criticità. Alla solidità economico-finanziaria della Fondazione si unisce anche una crescente soddisfazione degli iscritti. Nel 2017 si sono investiti 1,5 milioni per l’attività di formazione, aumentando del 50% le ore medie pro-capite dedicate all’aggiornamento professionale. Trasparenza e partecipazione sono i segni già percepiti di un cambiamento voluto per mettere a disposizione dati e informazioni per gli agenti di commercio e per gli stakeholder. Innovazione e trasformazione tecnologica garantiranno lo sviluppo di circoli virtuosi a favore dei due target principali.

 

Fonte: Adnkronos (07/07/2017)